7. Terza reumatologa e ricovero Umberto Primo

Verso la fine di agosto 2010, non avendo all’epoca (e nemmeno ora) alcuna diagnosi riguardo i miei problemi, ci siamo recati dalla Dott.ssa Priori del Policlinico Umberto Primo, essendomi stata consigliata l’ipotesi della CFS ed il suo nome risultava in liste di esperti al riguardo a Roma.

Dopo una visita dove ho spiegato la mia situazione, decide di farmi ricoverare in reumatologia; verro` chiamato due giorni dopo, il primo settembre 2010, dove saro` in ricovero per 10 giorni (nella sezione Referti Medici trovate in fondo l’intera cartella clinica).

Nel corso del ricovero mi sono stati fatti fare una serie di esami (di cui molti, come l’elettromiografia e diversi esami del sangue avevo gia` fatto privatamente); due giorni dopo sembrano aver gia` definito una diagnosi: Astenia persistente in paziente affetto da distimia (diagnosi fatta dal neuropsichiatra), e quindi il trattamento per il mio problema e` assumere Cymbalta (un antidepressivo), Deniban (un antipsicotico) e Remeron (un altro antidepressivo) e controllare se ci fossero cambiamenti nella mia situazione. Il 10 settembre 2010 ho lasciato il policlinico con questa terapia da continuare per un mese.

La terapia non ha portato ad effetti positivi, anzi: l’assunzione di quei farmaci mi provocava una sonnolenza invincibile e continua; inoltre la notte avevo sogni vividi (non riuscivo a capire la differenza tra sogno e realta`; uno degli effetti collaterali del Remeron), e avevo ancora piu` difficolta` a concentrarmi e parlavo balbettando pesantemente.

Dopo un mese chiamo il mio medico responsabile del reparto di reumatologia all’Umberto Primo per dirgli che, a parte effetti collaterali sopracitati, non avevo alcun beneficio dalla terapia; l’unica risposta che ho avuto e` stato di continuare ad assumerli perche` questi farmaci fanno effetto in “diversi mesi”.

Ho smesso la terapia quel giorno stesso. E` stato necessario un mese senza farmaci per tornare alla condizione precedente al ricovero. A ottobre 2010 la mia situazione era ancora la stessa.

~ Jonathan, il “malato immaginario”

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